Roberta Scarpa

La Stilista:
Creatività, Arte
e Tradizione

“Vivere Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.” Peggy Guggenheim

Roberta Scarpa, la signora dei moretti

L’hanno ribattezzata, “signora dei Moretti”. Perchè, Roberta Scarpa ha eletto il tipico gioiello veneziano a simbolo del suo stile che trae sempre ispirazione dalla Serenissima.
Ogni sua collezione è un viaggio tra le memorie culturali della Laguna e il presente delle tecniche con cui realizza i capi: il passato che diventa futuro. Obiettivo: vestire una donna contemporanea, dinamica e sempre in viaggio. Soprattutto mentale.

Creativita’ serenissima

La passione per Venezia è nata e cresciuta con Roberta Scarpa, sin dai primi passi professionali nell’atelier della zia modista in piazza S. Marco. Lo spettacolo quotidiano di quella meraviglia è diventata un’emozione che Roberta si è ripromessa di trasferire e infondere ad ogni sua creazione. Per condividerla con tutte le donne. Sino al dettaglio del bottoncino personalizzato col Moretto.

La tecnica dello stile

Nell’81 insieme al marito Rinaldo Lorenzon, la stilista ha fondato la Dressing sulle rive del Sile. (L’acqua è un altro elemento stimolante e rasserenante, al quale non può rinunciare).
Nella duplice veste di imprenditrice e creativa, Roberta Scarpa ha disegnato la collezione Le Bambole, supervisionando la produzione delle linee affidate in licenza al gruppo di famiglia dai più rinomati stilisti internazionali. In tal modo, la creatrice ha approfondito la conoscenza della materia e delle tecnologie, perfezionando il suo gusto per la sperimentazione.

Da murano alla cina

Nel ’96 è nata la collezione Roberta Scarpa, nella quale la stilista ha sintetizzato e valorizzato le sue esperienze poliedriche. Dall’amore per Venezia è scaturita una ricerca che di collezione in collezione ha esplorato una “storia” della Laguna: dalla stenografia dei dogi a Peggy Guggenheim, passando per i vetri di Murano. Senza dimenticare, i simboli della Serenissima: il Leone di San Marco e soprattutto il Moretto, segno distintivo dell’immaginario di Roberta. Nulla è stato citato filologicamente: tutto è stato rielaborato dalla visione e dalla mano della stilista.